Assemblea PD: è bagarre tra renziani e minoranza dem

Si è aperta l’assemblea del Partito Democratico, un’Assemblea che continua a profumare in modo sempre più insistente di resa dei conti. Tante le voci che si sono frapposte e spesso contrastate, con la minoranza del “No” che sembrerebbe intenzionata ad imprimere al Partito un corso molto diverso da quello degli ultimi anni targati Renzi.

Cuperlo, sconfitto alle primarie proprio dall’ex premier Matteo Renzi, ha chiesto “un’altra guida”, indicando all’ex-sindaco di Firenze la porta.

Dai più vicini al premier dimissionario, gruppo al quale si può sicuramente iscrivere Roberto Giacchetti, partono anche parole grosse, con una baruffa partita dagli insulti dello stesso verso Speranza, candidato in pectore della minoranza Dem per la segreteria del partito: “Hai la faccia come il …” ha tuonato Giacchetti, in un parapiglia che è rientrato solamente grazie all’intervento del presidente dell’Assemblea.

La legge elettorale

Sarà territorio di scontro anche la legge elettorale. La maggioranza del Partito, nonostante la sconfitta al referendum, sarebbe intenzionata a imporre la propria volontà di andare ad elezioni con il Mattarellum e con una legge elettorale probabilmente rivista al senato, senza allungare eccessivamente i tempi (per cercare un accordo che almeno al momento sembra impossibile e potrebbe favorire le destre). A battersi per questa soluzione non solo Fassino, ma anche Delrio, un altro del circolo magico di Renzi e tra quelli che sono rimasti in sella dopo il rimpasto di governo.

Parole grosse però volano anche dalle opposizioni esterne al partito, con Grillo che ha invitato Renzi a farsi da parte come aveva promesso prima del referendum bocciato sulla riforma costituzionale.

Subbuglio politico dunque in Italia, come era ragionevole aspettarsi dopo l’esito di un referendum sul quale il precedente governo aveva puntato molto, se non tutto.

La sorpresa potrebbe essere però la posizione di Speranza, che ha indicato il Mattarellum come una delle possibilità per le quali si sarebbe sempre battuto.

Si parla di Sud e di Giovani

L’assemblea PD è stata anche occasione per Matteo Renzi di fare autocritica e di sottolineare come sia mancato il voto del sud e dei giovani, uno dei più grandi fallimenti, secondo il fiorentino, sottolineati dalla recente sconfitta elettorale.

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