La Consulta Pronta a Bocciare i Quesiti del Referendum?

Nulla di definitivo, ancora. Mancano due settimane all’11 Gennaio, il giorno nel quale la Corte Costituzionale dovrà per forza di cose pronunciarsi sull’ammissibilità dei quesiti referendari che sono stati proposti dalla CGIL, che ha raccolto per l’occasione oltre 3 milioni di firme.

Motivo del contendere e motivo per il quale la CGIL ha chiamato a raccolta i suoi iscritti è l’articolo 18, che potrebbe essere appunto ripristinato nel caso di consultazione a favore dei referendari.

In realtà però, almeno da quanto è trapelato negli ultimi giorni, la Corte sembrerebbe propensa a bocciare la legittimità del referendum, almeno nella sua domanda principale, ovvero quella che vorrebbe ripristinare l’articolo 18, motivo del contendere tra governo e sindacato.

Non ci sarebbero però problemi sugli altri due questi, sicuramente meno importanti politicamente, ma che riguardano comunque questioni importanti come l’abolizione dei voucher e la modifica della disciplina sulla responsabilità solidale per gli appalti.

In caso di referendum: chi vince? Ecco cosa dicono i sondaggi

Nel frattempo però cominciano anche a circolare i primi sondaggi che riguardano tutti e tre i quesiti referendari proposti dalla CGIL.

Secondo i primi dati raccolti presso l’elettorato, i SI stravincerebbero con proporzione che almeno per il momento apparirebbe addirittura maggiore rispetto a quella del referendum costituzionale che ha fatto saltare il governo Renzi.

Ad uscire sconfitti sarebbero di nuovo PD, NCD e ALA, nonché Confindustria, che è stato un po’ il grande sponsor delle recenti deregolamentazioni del mercato del lavoro.

Il governo sarebbe pronto, e ha dimostrato la disponibilità a modificare quantomeno l’applicazione dei voucher e i loro massimali, per scongiurare il pericolo che a crollare, questa volta, sia l’intero impianto del Jobs Act.

Per il governo Gentiloni, tra banche da salvare e referendum, si apre una stagione particolarmente delicata.

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