Lactalis: I Fondi Pronti a Rifiutare la OPA

L’OPA di Lactalis, che nel caso in cui dovesse andare a buon fine porterà il gruppo francese al 100% di Parmalat, con conseguente rimozione del titolo dalle trattazioni di Piazza Affari, sta incontrando i suoi primi ostacoli.

Se nella giornata di ieri infatti si erano già avvertiti i primi rumori dalle associazioni che riuniscono i piccoli azionisti, oggi a fare la voce grossa sono i fondi.

Banca Imi ha cominciato a parlare di “comunicazione ostile al mercato”, mentre in diversi tra i fondi che detengono piccole quote hanno annunciato di opporsi all’OPA, chiedendo prezzi intorno ai 4€ rispetto ai 2,8 € offerti da Lactalis.

Motivo del contendere sarà il denaro, con un braccio di ferro che difficilmente finirà dentro le mura di Piazza Affari, con i fondi che si dicono pronti, alludendo a quanto già avvenuto con la OPA di Dole negli States, ad adire le vie della giustizia civile.

Secondo i fondi Parmalat è molto sottocapitalizzata

I fondi, puntando in realtà a numeri che sono piuttosto inequivocabili, sottolineano come la capitalizzazione in banca di Parmalat sia soltanto l’80% delle vendite, mentre gruppi analoghi facciano registrare fino all’150% di rapporto tra valore e vendite.

I fondi, che si sono espressi in sede separate ma con un’unica voce, puntano a chiedere 4 euro, somma molto lontana dai 2,80 massimi contenuti nella OPA di Lactalis.

Cosa succede adesso?

Staremo a vedere, perché molti piccoli azionisti dopo aver predicato bene potrebbero razzolare male e decidere di vendere comunque. Lactalis comunque, per evitare che intervenga la Consob a stabilire il prezzo giusto, dovrà portare a casa una percentuale superiore al 96%.

Staremo a veredere se l’offerta di 2.80 euro ad azione, comunque con un sovrapprezzo dell’8% rispetto alle quotazioni di 10 giorni fa, sarà sufficiente.

Per ora sembrerebbe di no, e gli scenari che si aprono per l’acquisizione totale di Parmalat da parte di Lactalis sono dei più foschi.

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