MPS: ecco il piano di salvataggio del governo – Cosa succede ad azionisti ed obbligazionisti

Non è ancora chiaro come avverrà, almeno a livello di minuzie di carattere tecnico, il salvataggio di MPS da parte dello Stato. Quello che però si sta definendo in questi giorni, nonostante le festività abbiano fatto passare un po’ la questione in secondo piano, sono i costi che lo Stato dovrà sostenere per entrare in Monte dei Paschi, salvarla e tutelare al tempo stesso i risparmiatori.

Fonti finanziarie vicine al governo hanno quantificato la spesa che lo stato dovrà affrontare tra i 6 e gli 8 miliardi di euro, circa un terzo del fondo appena battezzato dal governo e che sarà pronto per salvare anche altre banche che potrebbero trovarsi in difficoltà.

I piccoli azionisti, che sono circa 155.000, verranno completamente azzerati, con lo stato che dovrebbe conguagliare tutti e entrare, almeno secondo le voci che sono circolate in queste ultime ore, al 60%.

Per quanto riguarda invece le operazioni di ristoro per gli obbligazionisti, queste dovrebbero riguardare, almeno secondo quanto circolato nelle ultime ore, il Bond da 2,1 miliardi che è stato emesso nel 2008, con scadenza 2018, che ha interessato circa 42.000 risparmiatori.

Per quanto riguarda invece i detentori di obbligazioni Tier 2, questi non verranno rimborsati, ma riceveranno azioni alla pari, ovvero per lo stesso identico valore delle obbligazioni detenute.

L’operazione dovrebbe riguardare, almeno secondo le voci che sono circolate nelle ultime ore, soltanto i piccoli risparmiatori, che verranno individuati secondo la definizione di “investitori non professionali”, così come da normativa Mifid.

Il Tesoro proprietario della nuova MPS al 62%

Secondo gli analisti di Equita, il Ministero del Tesoro sarà titolare per il 62% del capitale della nuova MPS. Per quanto riguarda invece gli azionisti che sono titolare dei Bond che verranno scambiati in azioni, rimarrà il 38%.

L’intervento statale però non dovrebbe limitarsi all’una tantum per salvare la banca: per giugno 2017 si dovranno garantire altri Bond, probabilmente con l’emissione di nuovi titoli di debito, per una spesa che, almeno per il momento, non sembra quantificabile.

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