Salvataggio MPS: la Germania Protesta

Parenti serpenti? Sembrerebbe di sì, almeno all’interno dell’Unione Europea. L’intervento pubblico del governo italiano, intervenuto per salvare MPS sta creando i primi scontenti in Europa. Ad esprimersi, con toni particolarmente duri, è uno dei portavoce del Ministero delle Finanze della Germania.

La ricapitalizzazione precauzione e comunque in generale l’intervento pubblico possono essere considerati, le manda a dire il Min.Fin. di Berlino, solo interventi straordinari e non possono diventare la routine.

La Germania inoltre avrebbe indicato quelli che sono i requisiti che una banca dovrebbe avere prima di essere salvata con denaro pubblico, anche nel caso in cui, come probabilmente avverrà nei prossimi mesi, si trattasse soltanto di prestiti ponte per superare periodi di scarsa liquidità. Secondo il Ministero delle Finanze tedesco infatti:

  • azionisti e obbligazionisti devono essere i primi a farsi carico delle perdite, senza esclusioni; la tutela del risparmio non deve essere il motivo di intervento statale all’interno del capitale di una banca pubblica;
  • la banca deve essere solvente: il prestito o l’ingresso statale non può essere esclusivamente di tipo liquidatorio;
  • il denaro pubblico non deve essere utilizzato per coprire eventuali perdite;

Regole molto stringenti, per una Germania che vorrebbe applicare il massimo rigore anche a istituti che non può controllare direttamente, come quelli appunto che operano in Italia e che stanno godendo per il momento dell’appoggio delle casse pubbliche.

Il piano di ristrutturazione di MPS: entro due mesi all’UE

Non sono comunque finite così, con un rimprovero, le operazioni di salvataggio di MPS. Entro due mesi infatti dovrà essere presentato in UE un piano di ristrutturazione e rilancio per la banca, condizione necessaria per ottenere la copertura statale su obbligazioni di nuova emissione.

L’accordo sarà sicuramente concertato tra il management della banca e il governo prima di arrivare sul tavolo dei pezzi grossi di Bruxelles.

A interessare l’Europa sarà principalmente la modalità di bail-in: si dovrà trovare una modalità in grado di soddisfare tutti (o quanto meno di non indispettire nessuno) per ottenere l’OK da tutti i soggetti coinvolti.

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